Incubazione

In gergo medico si dice che la scarlattina si veicola attraverso il muco, la saliva e la desquamazione della pelle.

La desquamazione della pelle è un processo fisiologico che comunemente interessa ogni organismo umano e consta in quelle piccolissime squame di cute che comunemente si staccano dal nostro corpo depositandosi su ciò che noi stessi tocchiamo (o anche sulle persone con cui entriamo in contatto).

Dire che muco, saliva e squame di pelle veicolano lo Streptococco beta emolitico di gruppo A significa, in parole accessibili a tutti, che il batterio che scatena la scarlattina si trasmette attraverso materiale organico.

Tale batterio, precisamente, si annida nella nostra bocca, da dove esce attraverso la saliva (che emettiamo anche parlando); si insinua nelle narici, da dove si libera attraverso i muchi (per cui basta uno starnuto a portare lo Streptococco beta emolitico di gruppo A fuori dal corpo umano) ed infine, si insinua nella pelle, da dove si diffonde all’esterno attraverso la desquamazione.

 E’ intuitivo che la saliva, i muchi e le squame di pelle possono poggiarsi ovunque. Facilmente questi materiali organici riescono ad introdursi in un altro corpo umano, ove accedono dalle vie aeree o attraverso la bocca, dalle mani o attraverso il contatto diretto e promiscuo con oggetti contaminati. Tutto ciò determina quello che si definisce come contagio.

 Attenzione però la malattia veicolata dai materiali organici in un corpo sano necessita di un periodo di cosiddetta incubazione.

Per definizione l’incubazione rappresenta quel lasso di tempo che trascorre tra l’esposizione ad un agente infettivo (nel caso della scarlattina l’esposizione al batterio dello Streptococco beta emolitico A) e la manifestazione palese della malattia stessa con l’esplosione di tutta la sintomatologia propria della patologia.

I periodi di incubazione variano non solo da malattia a malattia ma anche da soggetto a soggetto.

Di fatto i batteri entrano nell’organismo e lì combattono contro il sistema immunitario del soggetto aggredito, alcuni sistemi immunitari saranno più resistenti, altri, tendenzialmente, lo saranno meno e cederanno prima il passo alla malattia.

Dove si annida lo Streptococco beta emolitico A ?

E di quanto tempo necessita per “l’incubazione” prima di esplodere ?

come ci si aggorge quando stiamo covando la scarlattina

Anche la scarlattina, come molte malattie esantematiche, è soggetta ad un periodo di incubazione

Il batterio della scarlattina si annida nella gola aggredendola e lì prolifera; l’incubazione ha una durata media di 3 – 5 giorni (durata variabile da soggetto a soggetto). Chi viene in contatto con lo Streptococco beta emolitico A non manifesta nella fase dell’incubazione alcun sintomo della scarlattina.

Ciò equivale a dire che la fase di incubazione è vissuta dai pazienti senza alcun disturbo palese e quindi nella più totale inconsapevolezza: la malattia cova all’interno del corpo, lì si prepara ad esplodere ma non si lascia ancora avvertire né si manifesta in nessun modo.

L’incubazione della scarlattina ha però una particolarità importante: già durante la fase di incubazione del batterio la malattia è infettiva. Questo si traduce in una pratica e concreta possibilità di contagiare soggetti sani e quindi di trasmettere la patologia ancor prima che essa si manifesti.

Tale dato non è trascurabile giacché incide sulla diffusione della patologia e sulla virilità del contagio (non a caso spesso si parla di fasi epidemiche o di epidemie di scarlattina).

Cosa si deve fare se si è entrati in contatto con soggetti ammalati di scarlattina?

Il tampone faringeo è il solo modo certo per scovare il batterio della scarlattina annidato nella gola. Però sottoporre a tampone faringeo chiunque sia venuto a contatto con un malato di scarlattina ha veramente poco senso. E’ impensabile, per esempio, eseguire tamponi su un intera comunità scolastica o su tutta una famiglia.

Inoltre si potrebbe facilmente incorrere in casi di portatori sani della malattia. I portatori sani della malattia sono coloro che pur venendo a contatto col batterio non sviluppano mai la patologia sintomatica e si auto-immunizzano. Sarebbe de facto impossibile sapere chi sono i portatori sani e chi sono invece i futuri malati; non si potrebbe quindi stabile, a fronte di un tampone pure positivo, se la patologia esploderà o meno. Perciò si correrebbe il grave rischio di sottoporre a terapia antibiotica dei portatori sani di scarlattina, tale terapia, ovviamente, sarebbe del tutto inutile se non dannosa.

usare antibiotici prevenzione scarlattina

Ha senso prendere antibiotici quando si è affetti da scarlattina?

In caso di epidemia (per esempio scolastica) o di contatto con soggetti malati, il tampone va prontamente eseguito ai primi sintomi della malattia, anche se tali sintomi siano lievi o dubbi. (In modo particolare va eseguito con prontezza ai bambini che presentano sintomi sospetti e sono entrati in contatto con soggetti malati).

Particolare attenzione va prestata alle cure antibiotiche. Tutti debbono sapere e considerare che l’antibiotico si prende rigorosamente dietro prescrizione medica.

Anche quando si è entrati in contatto con malati di scarlattina, non ha senso ed è del tutto sconsigliabile una somministrazione antibiotica a tappeto o fai da te.

L’uso scorretto o smodato di antibiotici è dannoso per l’organismo, nell’immediato può alterare la flora batterica (infatti l’antibiotico di norma si accompagna ad un banale protettore intestinale anche costituito da meri fermenti lattici) e nel lungo termine l’eccessivo uso di medicine antibiotiche può addirittura determinare gravi immuni resistenza.

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