Contagio

La scarlattina è una malattia altamente contagiosa, non a caso, infatti, vive di fasi epidemiche anche acute.

La velocità e la facilità con cui la patologia si trasmette dipende essenzialmente da due fattori: i veicoli di trasmissione e la resistenza del batterio nel mondo esterno.

Per contrarre la malattia un organismo sano deve venire in contatto con il batterio dello streptococco beta emolitico A; tale batterio deve penetrare nell’organismo, deve incubarsi (e lo farà annidandosi nella gola) e deve vincere la sua battaglia contro il sistema immunitario.

In che modo il batterio dello streptococco che causa la scarlattina riesce ad entrare nel corpo umano e a provocare il contagio ?

scarlattina altamente contagiosa

La scarlattina è facile da trasmettere anche per via aerea

L’accesso dello streptococco beta emolitico A nel corpo di un soggetto sano avviene attraverso la bocca o il naso.

Tecnicamente infatti il batterio si annida nel muco e nella saliva, nonché nelle squame di cute dei soggetti malati. Quindi la scarlattina diventa trasmissibile ogni qual volta un ammalato di scarlattina (o un individuo che stia incubando la scarlattina) starnutisce, emette saliva parlando o lascia squame della sua pelle sugli oggetti che tocca, potendo il suo materiale organico essere trasportato per via aerea o per contatto all’interno di un organismo sano.

Starnutendo il muco infetto può raggiungere il volto di un soggetto sano; allo stesso modo la saliva infetta può aggredire una persona sana e contagiarla; scambiarsi un bicchiere o maneggiare uno stesso oggetto può determinare il contagio; dormire sul medesimo cuscino o adoperare le stesse lenzuola può favorire il contatto con squame di pelle e quindi permettere al batterio l’accesso in un corpo sano, terreno fertile per una nuova infezione.

Attenzione: esiste la possibilità di venire in contatto col batterio dello streptococco beta emolitico A senza ammalarsi mai di scarlattina ovvero senza manifestare mai i sintomi propri della patologia, è il caso dei cosiddetti portatori sani.

Chi sono i portatori sani di scarlattina ?

candeggina da utilizzare per pulizie contro scarlattina

La candeggina è particolarmente indicata per prevenire il contagio da scarlattina

I portatori sani sono tutti coloro i quali, pur venendo in contatto col batterio della scarlattina, si sono auto immunizzati.

L’auto immunizzazione ha luogo quando lo streptococco beta emolitico A entra nell’organismo; si annida nella gola ma anziché sopraffare l’organismo viene vinto dal sistema immunitario che sviluppa abbastanza anticorpi validi a arginare l’aggressione del batterio.

In una massima approssimazione possiamo dire che l’organismo dei portatori sani debella da solo la scarlattina, non la manifesta mai con la sintomatologia comune e non avrà mai bisogno di cure antibiotiche.

E’ palese che i casi di portatori sani di scarlattina non siano comunissimi, di norma il batterio è aggressivo e riesce a sopraffare l’organismo. I bambini sono i soggetti a più alto rischio di contagio perché il loro corredo immunitario è ancora immaturo ed in via di formazione.

L’alta capacità di diffusione della scarlattina dipende anche dalla naturale resistenza del batterio: lo streptococco beta emolitico A è un batterio altamente resistente negli ambienti esterni.

In pratica una volta liberato dall’organismo lo streptococco riesce a mantenere la sua viva pericolosità per un lungo periodo anche giacendo in un ambiente esterno al corpo umano (per esempio rimanendo posato su degli oggetti, come possono rimanere le squame di pelle su un cuscino o il muco su un indumento sporco).

Alla resistenza del batterio in ambienti esterni dall’organismo umano va prestata la massima attenzione:

se in famiglia, in una comunità scolastica, in una palestra o in una struttura ricreativa con clientela stabile (per esempio una ludoteca per bambini) si registrano casi di scarlattina sarebbe opportuno effettuare una “bonifica dei luoghi”, una profonda pulizia, accurata e sostenuta da strumenti idonei a debellare il batterio.

La migliore pulizia dei luoghi è garantita dai sistemi a vapore (anche quelli domestici), il vapore, complice l’elevatissima temperatura, garantisce la certa distruzione del batterio. In mancanza adoperate acqua e candeggina. Un goccio di candeggina può sostituire anche i disinfettanti per tessuti (venduti come presidi medico chirurgici e finalizzati alla prevenzione delle infezioni batteriche). L’aggiunta di candeggina o di un buon disinfettante al bucato è sempre consigliabile se in casa, a scuola, in palestra o nella struttura ricreativa che frequentate ci sono stati casi di scarlattina.

E’ bene precisare che se si convive con un malato di scarlattina il paziente va quanto più possibile isolato dal resto del nucleo familiare, è preferibile che abbia biancheria solo sua anche biancheria da letto; deve mangiare adoperando piatti e stoviglie destinate solo ed esclusivamente e lui e lavate con spugnette a parte.

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