Bambini

I soggetti più esposti alla scarlattina sono i bambini. E’ statisticamente comprovato che la scarlattina colpisce con maggiore frequenza i piccoli: comunemente si ammalano di scarlattina o scarlattina i bimbi in età compresa tra i 3 e gli 8 anni.

Nell’incidenza della malattia sui bambini non sono state riscontrate differenze di genere sessuale (ovvero la scarlattina colpisce indistintamente sia i maschi che le femmine). Dal raggiungimento del decimo anno di vita in poi le possibilità di contrarre la malattia si riducono sensibilmente.

Infatti, dati epidemiologici alla mano, solo il 5% degli ammalati di scarlattina è adulto. Quindi è molto raro che la patologia colpisca soggetti in età non pediatrica. Ovviamente i bambini sono più esposti alla scarlattina, come a tutte le malattie esantematiche semplicemente perché hanno un corredo immunitario non è completamente maturo e in via di formazione.

Come e dove i bambini possono contrarre la scarlattina ?

scarlattina bambini in palestre e asili

Asili e palestre sono luoghi per antonomasia dove i nostri bambini possono scambiarsi la scarlattina

Lo Streptococco beta emolitico A, che è il batterio responsabile della scarlattina, si annida nella saliva, nei muchi e nei residui di pelle che comunemente “cadono” dal corpo umano (le cosiddette squame di cute). Saliva, muchi e pelle rappresentano quindi il materiale biologico che veicola il virus consentendo il contagio (cioè il passaggio da un corpo umano malato ad un corpo umano sano).

Detto questo è chiaro che ai bambini, per contagiarsi involontariamente, basta veramente poco:

  • è sufficiente che i piccoli manipolino uno stesso giocattolo o che si scambino un bacino umido di saliva;
  • la malattia si può trasmettere anche solo a causa di uno starnuto quando il muco raggiunga il volto o le mani di un bambino sano;
  • la trasmissione del batterio può avvenire anche meramente parlando, cantando o ridendo quando lo Streptococco si diffonde attraverso la saliva di un bimbo infetto.

Ovviamente tanto maggiore è il contatto tra bambini tanto più elevata è la possibilità che infezioni veicolate attraverso saliva, muco e pelle si diffondano in maniera veloce ed inarrestabile.

Asili nido, scuole, ludoteche, piscine e palestre sono dunque i luoghi a più alto rischio di contagio per i bambini.

Come si previene la scarlattina nei bambini piccoli e piccolissimi ?

bambini piccoli affetti da scarlattina

Nei bambini piccoli è importante diagnosticare quanto prima la scarlattina

L’igiene è la sola prevenzione possibile per limitare la diffusione della scarlattina. E’ importante che le educatrici lavino spesso le mani dei bimbi, allo stesso modo è fondamentale che lo facciano le mamme. Le mani vanno correttamente lavate con acqua corrente e sapone, indispensabilmente il lavaggio va compiuto al rientro da scuola e comunque sempre prima dei pasti.

E’ altresì indispensabile che i bambini non scambino tra loro oggetti personali come forchette, piattini, bavette o tovagliette, asciugamani, spazzolini, ecc.

In ogni caso ciascun genitore deve sapere e comprendere che la promiscuità tra i piccoli è facilmente foriera di malattie. La scarlattina ha poi una sua peculiarità particolare: già nella fase dell’incubazione la malattia è infettiva. E l’incubazione è asintomatica.

In altre parole un bambino infettato ma non ancora malato può veicolare la scarlattina trasmettendola ad altri bambini già durante il cosiddetto periodo di incubazione.

Chiariamo cos’è e come avviene l’incubazione della scarlattina nei bambini piccoli o piccolissimi:

Quando il bimbo entra in contatto con il batterio responsabile della patologia per 3-5 giorni continua a stare apparentemente bene. In questa fase nessun segno della malattia si manifesta all’esterno ed è quindi impossibile che il genitore intuisca il malessere del figlio.

Il benessere di un bimbo che sta incubando la scarlattina è però solo apparente: il batterio dopo essere entrato nel corpo umano si annida nella gola e lì prolifera. In questo senso l’incubazione è la fase in cui il batterio ”si prepara ad esplodere”.

Dopo l’incubazione la malattia si manifesta con i suoi sintomi comuni che non variano a seconda dell’età del bambino e che sono febbre, mal di gola, mal di testa, nausea, vomito spossatezza, accelerazione del battito cardiaco, esantema e lingua a fragola o a lampone che dir si voglia.

Se il bambino presenta febbre associata a mal di gola è sempre consigliabile allertare il pediatra e chiedere una visita del piccolo.

Inoltre è indispensabile sottoporre il bambino ad esame medico ogni volta che sulla cute compaia un esantema.

La natura delle eruzioni cutanee può essere varia ma mai è ammissibile una diagnosi casalinga, è sempre necessario che sia il pediatra a valutare il bambino e il suo stato di salute.

Quale sarà la cura a cui dovrà essere sottoposto il bambino ?

La terapia farmacologica viene determinata dal pediatra, normalmente il medico prescriverà una cura antibiotica supportata dalla somministrazione eventuale di paracetamolo per la febbre ed il mal di gola.

Il bambino affetto da scarlattina può rientrare a scuola solo 48 ore dopo la somministrazione della prima dose di antibiotico.

Attenzione: anche dopo la diagnosi della malattia e anche a seguito dell’inizio della cura, chiamate sempre il medico se il bambino manifesta un eccesso di salivazione anomalo (ad esempio se perde saliva) oppure se dimostra evidenti difficoltà di deglutizione; allertate il pediatra se il colore delle urine del piccolo paziente diviene amaranto; e non trascurate di ripetere una visita se lo stato complessivo del bambino non vi pare migliorare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *