Scarlattina

La scarlattina è una malattia esantematica, infettiva e di natura batterica. Viene ricompresa nel gruppo delle affezioni esantematiche per la caratteristica eruzione cutanea che esplode sul corpo del paziente affetto da questa patologia.

Perché un sito sulla scarlattina ?

esantema da scarlattina sul petto

Esempio di affezione da scarlattina. Ben evidente risulta l’esantema

Perché è una problematica molto comune, ricorrente, non grave e di facile risoluzione. Il sito è stato realizzato con lo scopo di fornire informazioni utili, pratiche ed esaurienti convinti che  la conoscenza pone le basi per una pronta guarigione.

Come tutte le altre patologie del suo ceppo (ovvero del gruppo delle malattie esantematiche) anche la scarlattina è contagiosa.

Classificare la patologia come infettiva o contagiosa significa stabilire che la malattia riesce a transitare da una persona infetta ad una persona sana meramente attraverso il contatto fisico, la condivisione di un ambiente chiuso e anche attraverso l’uso promiscuo di oggetti più o meno personali (ad esempio posate, stoviglie, asciugamani da bagno, cuscini, ecc).

Nello specifico la scarlattina si annida nel muco faringeo, nelle secrezioni nasali, nella saliva e nelle squame epidermiche. Il contagio veicolato, da questi elementi, sarà tanto più semplice quanto maggiore sia la promiscuità tra l’individuo malato e altri soggetti sani. E di contro la prima profilassi è l’isolamento del malato accompagnato dalla massima igiene personale ed ambientale.

La natura della patologia è batterica, infatti è scatenata dal batterio dello Streptococco beta emolitico di gruppo A.

La storia della scarlattina

La malattia si è confusa con quella del morbillo fino al 1661, solo allora la letteratura medica riconobbe e certificò per la prima volta la “febris scarlattina”.

Definendo la scarlattina come “febris scarlattinanel lontano 1661, per la prima volta la scienza medica rintracciò nell’esantema scarlatto e nei suoi effetti una malattia specifica, peculiare e diversa da altre patologie esantematiche.

Proprio gli effetti, similari ed in parte comuni al morbillo, avevano determinato una sovrapposizione erronea delle due malattie.

Del resto brividi, febbre, spossatezza, accelerazione del battito cardiaco, alterazione delle ghiandole faringee sono sintomatologie comuni a diverse malattie esantematiche.

Ma nel caso della scarlattina a fare la differenza, prima della lingua cosiddetta a fragola oppure a lampone, oltre all’esantema scarlatto e al di là della classica desquamazione della cute (di cui daremmo conto più avanti), vi è proprio il batterio responsabile della malattia: lo Streptococco beta emolitico di gruppo A.

Questa è tra le malattie esantematiche l’unica ad essere originata da un batterio. In altre parole è la sola malattia del suo ceppo definita in gergo medico come patologia di origine batterica.

Cosa accade nell’organismo aggredito dallo Streptococco beta emolitico di gruppo A ?

I puntini rossi sulla schiena non sono altro che la manifestazione dell'aggressione batterica

I puntini rossi sulla schiena non sono altro che la manifestazione dell’aggressione batterica

Lo Streptococco beta emolitico di gruppo A appartiene a una particolare famiglia batterica che in medicina viene definita ceppo dello streptococco pyogenes.

Questo batterio, per sua natura e tipicità, è capace di avvelenare l’organismo umano: esso infatti produce le cosiddette esotossine pirogene.

In una massima esemplificazione le esotossine pirogene sono classificabili come una sostanza nociva per il corpo umano, ad esse l’organismo soccombe e per causa loro si ammala.

Per cui la febbre, l’aumento del battito cardiaco, le alterazioni delle ghiandole ed anche lo sfogo cutaneo (ovvero l’esantema) altro non sono che le manifestazioni esterne e palesi dell’aggressione batterica e della conseguente intossicazione dell’organismo.

Relativamente alle esotossine pirogene è indispensabile una precisazione: lo streptococco pyogenes, responsabile della scarlattina, è in grado di secernere non uno ma ben tre diversi tipi di esotossine nocive. Ciò equivale a dire che il batterio è capace di emanare tre diversi veleni.

Questa varietà di veleni dello streptococco pyogenes ha una conseguenza negativa per l’uomo: di scarlattina ci si può ammalare più di una volta.

La malattia può ripresentarsi in uno stesso soggetto e dopo un primo contagio. Un secondo episodio può esplodere determinato e sostenuto dallo stesso batterio, lo Streptococco beta emolitico di gruppo A, che però, ritornando ad aggredire l’organismo, emana nel corpo umano un diverso veleno.

La possibilità di secernere le sostanze velenose, cioè le esotossine pirogene, in tre modi differenti rende quindi possibile che il medesimo batterio, di streptococco pyogenes, avveleni il corpo umano in maniera diseguale per più di una volta.

Sebbene sia possibile ammalarsi per più di una volta, la recidiva avrà una caratteristica singolare: nella ripetizione della malattia la patologia non si manifesterà attraverso l’esantema, l’eruzione cutanea è infatti una risposta che l’organismo dà solo in reazione al primo contagio.

Come si manifesta la malattia ?

Sotto il profilo della sintomatologia, una volta incubata, passa attraverso due fasi ben distinguibili e segnate dall’eruzione cutanea: la fase pre esantematica e la fase esantematica.

Osserviamo da vicino l’evoluzione e le caratteristiche di queste due fasi partendo dalla prima, la fase pre esantematica.

La prima fase della malattia è quella che precede l’eruzione cutanea ovvero l’esantema, essa è definibile come la fase d’ingresso della malattia e rappresenta il momenti in cui i primi sintomi si manifestano.

  • Febbre alta;
  • Ingrossamento delle ghiandole faringee;
  • Dolore alla gola, con visibile rossore e difficoltà di deglutizione;
  • Aumento di volume dei linfonodi del collo;
  • Spossatezza;
  • Aumento del battito cardiaco;
  • Nausea;
  • Vomito;
  • Mal di testa.

Questo è l’elenco dei sintomi più comuni associati all’insorgenza nella fase per esantematica. In altre parole questi sono i primi campanelli d’allarme.

Tra i sintomi pre esantematici appena elencati solo la febbre ed il mal di gola sono “indicatori necessari ed indispensabili” per diagnosticare la scarlattina.

Infatti, mentre gli altri disturbi possono anche non intervenire, la scarlattina non si presenta mai si senza febbre e mal di gola.

La gravità dei sintomi dipende sempre dalla reattività dell’organismo e dalla individuale resistenza all’aggressione batterica. Ciò equivale a dire che la malattia non ha una sintomatologia oggettiva ma ha un complesso di sintomi che possono essere più o meno virulenti a seconda della soggettiva risposta fisica (e ciò in linea generale vale per qualsiasi patologia).

Nel caso di specie della scarlattina, si parla di cosiddetta “scarlattinetta” proprio quando la sintomatologia è lieve o lievissima. Perciò sarà definibile come “scarlattinetta” la malattia poco aggressiva, quindi quella che si manifesta con sintomatologia lieve: con temperature corporee non eccessivamente elevate, con dolori alla gola non insopportabili e con eruzioni cutanee appena accennate e fugaci (ovvero con un esantema di breve durata e non intenso).

La seconda fase della malattia è quella denominata esantematica. Tale stadio della patologia si apre nel momento in cui l’esantema esplode sulla cute e si estende sul corpo del paziente.

Come si manifesta e come si riconosce l’esantema tipico ?

Con la parola esantema si intende indicare un’eruzione cutanea, gli esantemi sono tipici di tutte le malattie che appartengono al ceppo delle patologie esantematiche (basti pensare al morbillo o alla rosolia oppure alla varicella).

Tutte le malattie esantematiche sono quindi accomunate dal sintomo dell’esantema ma ciascuna eruzione cutanea ha delle peculiarità caratterizzanti che consentono di distinguere e riconoscere il differente arrossamento e le diverse bollicine che la patologia disegna sulla cute del malato.

La scarlattina deve il suo nome proprio al colore dell’esantema che essa genera: i puntini rossi e l’arrossamento cutaneo che dalla patologia è determinato hanno un colore rosso vivo, anche detto rosso scarlatto.

I puntini della scarlattina hanno un colore rosso vivo; sono fittissimi; stanno appena in rilievo sulla superficie della cute e al tatto fanno sì che la pelle appaia ruvida e crespa (generando il cosiddetto effetto a carta vetrata); spesso i puntini confluiscono in più estese chiazze rosse.

Le eruzioni cutanee si manifestano innanzitutto nella zona del collo e del volto. Sul volto si localizzano particolarmente nell’area delle gote.

Le guance dei malati presentano una caratteristica tipica: appaiono complessivamente molto arrossate.

Diversamente da altre zone del corpo in cui il rossore è minore ma i puntini sono decisamente più presenti, eventualmente più isolati (cioè non confluenti in chiazze rosse) e obiettivamente distinguibili, le gote del paziente con la scarlattina diventano evidentemente di un inconfondibile colore rosso vivo.

Tipicamente i segni della scarlattina sul volto del paziente non interessano l’area intorno alla bocca ed al mento, in queste zone infatti l’eruzione cutanea non si manifesta e quindi non compaiono i classici puntini rosso vivo. L’assenza di puntini rossi intorno alle labbra e nella zona del mento è un altro elemento che distingue l’esantema specifico e lo differenzia dalle altre eruzioni cutanee determinate da malattie esantematiche diverse.

L’esantema, una volta sviluppatosi nell’area del collo e sul viso, incomincia ad estendersi: passa al petto, insiste sui gomiti, raggiunge la schiena e può investire tutto il corpo.

Il massimo fastidio che il paziente subisce in ragione ed a causa dell’esantema è il prurito.

L’eritemainfatti genera un prurito molto intenso, diffuso e costante.

L’esantema ha un normale decorso fisiologico: sulla cute invasa dall’esantema si formano tante piccole papule rosse.

Le papule rosse sono bolle di più grande dimensione, evidenti e sensibili rilievi della pelle.

Sono apparentemente confondibili con le pustole.

Ma papule e pustole non sono la stessa cosa, le prime sono piccoli rilievi della pelle dalla tipica forma conica ma non cariche di pus; le seconde, cioè le pustole sono invece piene di siero, quindi contengono il pus.

E’ tautologico sottolineare che le fastidiose bollicine determinate dall’esantema (siano puntini o papule) non vanno mai sollecitate, non vanno lesionate e non vanno manipolate.

In questo senso è importante ricordare che se il paziente è un bambino (come frequentemente accade) non bisogna trascurare mai l’importanza di tagliare e limare le unghie delle mani del piccolo malato.

I graffi che un bambino può provocarsi, anche solo rispondendo istintivamente al fastidioso stimolo del prurito, sono pericolosi: la pelle può infettarsi perché le unghie possono essere sporche (ed è difficile pensare che le unghie di un bimbo non lo siano); inoltre i segni provocati da ogni graffio possono rimanere impressi sulla pelle.

L’esantema, se curato debitamente, si risolve in breve tempo: la durata dell’eruzione cutanea varia da poche ore a 1-2 giorni massimo.

La scomparsa può essere accompagnata da una fastidiosa fase di desquamazione della cute.

La desquamazione è un momento tipico della malattia, essa accompagna la fase calante della patologia e segna la guarigione della pelle che si rigenera dopo l’aggressione e lo stress dell’esantema.

La cosiddetta “lingua a lampone”, anche detta “lingua a fragola”, è un’altra caratteristica peculiare della scarlattina, si tratta di un fenomeno tipico della malattia che può essere classificato come ulteriore sintomo evidente ed inequivocabile della patologia.

Che cos’è e come si manifesta la “lingua a fragola” ?

Il tampone faringeo è utile per una corretta e preventiva identificazione della scarlattina

Il tampone faringeo è utile per una corretta e preventiva identificazione della scarlattina

Come conseguenza della scarlattina la lingua del paziente si ricopre di una patina biancastra che in breve tempo si arrossa, l’arrossamento determina un evidente rilievo delle papille e quindi l’aspetto della lingua diviene simile a quello di frutti come lampone o fragola (da qui il nome di “lingua a fragola” o “lingua a lampone”).

Come abbiamo già visto è una malattia infettiva che si veicola attraverso saliva, muchi e squame di pelle.

Diagnosticata la malattia e avviata la terapia antibiotica, la scarlattina perde il suo potere infettivo dopo 48 ore dalla prima assunzione dell’antibiotico (purché le somministrazione del medicinale antibiotico avvengano con regolarità e senza interruzioni).

Ciò equivale a dire che per tutto il tempo che precede l’assunzione dell’antibiotico può essere trasmessa.

L’infezione può passare dall’individuo malato a quello sano parlando, scambiandosi oggetti su cui sia caduta della saliva o si sia depositato del muco oppure siano rimaste delle squame anche impercettibili di pelle.

Negli ambienti molto promiscui è più facile che il contagio si diffonda velocemente. In un asilo nido o in una scuola dell’infanzia, per esempio, bassa che il bimbo malato passi al bimbo sano un giocattolino poggiato sulle labbra o maneggiato con una manina intrisa di saliva oppure sporca di muco.

L’incubazione della malattia può variare da uno a cinque giorni. Durante il periodo di incubazione, purtroppo, la malattia è già contagiosa. Ciò equivale a dire che il contagio può avere luogo quando il soggetto malato ancora non sa di essere affetto dalla patologia (e non lo sa semplicemente perché la scarlattina, ancora in incubazione, non si è già manifestata).

Inoltre è comprovato che il batterio è altamente resistente, infatti nell’ambiente esterno (una volta liberato da un corpo infetto) lo Streptococco beta emolitico di gruppo A riesce a rimanere vivo e pericolosamente contagioso a lungo.

Detto ciò, due sono le norme di cautela e di prevenzione imprescindibili: è innanzitutto importante lavare sempre bene le mani, bisogna farlo spesso e sopratutto è determinante lavare prima di ogni pasto; è importante isolare il paziente, evitare che frequenti luoghi pubblici e fare in modo che non scambi con nessun altro oggetti personali (stoviglie, poste, cuscini, lenzuola, vestiti, asciugamani, ecc.).

I bambini vanno educati all’igiene personale in modo che comprendano pienamente l’importanza di lavare sempre bene le mani come forma di prevenzione diffusa ed indispensabile.

In caso di scarlattina è buona norma non rimandare mai il bambino a scuola prima delle 48 ore dopo la prema assunzione dell’antibiotico, allo stesso modo l’adulto non deve tornare a lavoro anticipatamente.

I malati debbono avere degli oggetti personali riguardati che non vanno scambiati con i familiari o con i conviventi (le posate, la biancheria da letto, le asciugamani e preferibilmente la spugnetta per detergere le stoviglie debbono essere personali).

La diagnosi e l’impostazione della debita cura sono affidate alla competenza e all’esperienza del medico curante e da questa figura professionale debbono essere indicate e stabilite.

Rivolgetevi al medico in presenza di febbre associata a mal di gola e sopratutto non mancate di chiamare prontamente il dottore in caso di eruzione cutanea. Ciò vale sempre come regola generale e cautelativa, indipendentemente da un sospetto, più o meno plausibile, di scarlattina.

La diagnosi può avvenire anche attraverso l’esecuzione di un semplice tampone faringeo di esecuzione ambulatoriale e con risposta immediata. Si tratta di un esame banale e non invasivo che consta nel prelievo di un campione di saliva dalla gola.

Il tampone faringeo, tal volta, sopratutto nei bambini, può determinare un passeggero stimolo al vomito. Perciò, durante e dopo l’esecuzione, il tampone può causare l’insorgenza di qualche conato. E’ consigliabile che le mamme portino sempre con sé un cambio d’abito per i bambini quando il pediatra annuncia una sospetta malattia (per la diagnosi potrebbe facilmente rendersi necessaria l’esecuzione del tampone).

Di norma la cura richiede una terapia antibiotica la cui durata varia da 5 a 10 giorni, a seconda dell’intensità con cui si è manifestata la patologia.

E’ importante non interrompere mai il trattamento antibiotico, migliore è la cura minore è il rischio di ricadute o il pericolo di complicanze.

Le più temibili complicazione sono le malattie reumatiche. Si tratta di patologie che possono investe cuore, reni ed articolazioni.

E’ però comprovato che le malattie reumatiche possano colpire solo i pazienti non trattati con antibiotico, è per questo che oggi, una volta diagnosticata la scarlattina, la terapia antibiotica diviene la via preferenziale per una cura efficace e certa.

Considerate l’informazione su questa complicanza come un motivo ulteriore per seguire pedissequamente la vostra terapia antibiotica.

Infezioni all’orecchio; infezioni cutanee; ascessi alla gola e infezioni polmonari sono complicanze minori che possono intervenire come ulteriore conseguenza della scarlattina.

Ad oggi contro la scarlattina non esiste un vaccino (altre malattie esantematiche invece hanno una valida e sperimentata copertura vaccinale, spesso i vaccini sono inseriti nei protocolli regionali, come avviene, per esempio, per il morbillo).

A fronte di un caso l’insorgenza della patologia va denunciata, va informata la scuola o i colleghi del proprio ufficio o anche la palestra dove ci si allena. La denuncia corrisponde ad una norma di buon senso e consente alle persone che sono venute in contatto col malato di monitorare il proprio stato di salute.

Se non trascurata e debitamente curata, la scarlattina resta una malattia comune che guarisce in un breve lasso di tempo e senza lasciare tracce gravi.

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